Identificare i profili a rischio: chi è più vulnerabile alla dipendenza dal gioco?
Il gioco patologico è diventato negli anni un problema della società moderna, che racconta una dipendenza abbastanza nascosta che può mettere in pericolo i giocatori che perdono il controllo sulle proprie scommesse. Si definisce nascosta perché a differenza di altre dipendenze, che tendono a manifestarsi, può lavorare in silenzio e portare una persona a isolarsi ed estraniarsi dal mondo esterno senza che nessuno si accorga di nulla.
Secondo le stime a livello globale, si considera che una persona su sei riscontra problemi legati al gioco d’azzardo. E molto spesso le persone vicine non riescono ad accorgersene in tempo per prevenire o evitare il problema.
Conoscere quali sono i tratti tipici dei profili a rischio può aiutare non solo il diretto interessato, ma anche le persone care ad accorgersi del problema per tempo così da chiedere aiuto.
Il fenomeno della ludopatia
I numeri registrati in Italia raccontano la ludopatia come un fenomeno da contrastare in ogni modo. In base a un’indagine firmata dell’Istituto Superiore della Sanità è affetta da ludopatia il 2,5% della popolazione.
Per contrastare questo disturbo sociale sono state introdotte diverse iniziative da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che punta a diffondere uno stile di gioco responsabile. Ma altri interventi sono in atto a livello regionale. Per esempio in Emilia Romagna sono stati stanziati oltre 3,2 milioni di euro per le Aziende sanitarie per avviare iniziative di contrasto alla ludopatia. In Toscana invece si contano 8 milioni di euro per una causa simile.
Profili psicologici a rischio
È vero che può essere difficile identificare il gioco patologico, ma prestare attenzione ai dettagli e ai comportamenti di chi abbiamo intorno a noi può fare la differenza. Ci sono infatti dei segnali chiave che permettono di riconoscere dei profili chiari che andremo a spiegare nei prossimi capitoli.
Persone con disturbi dell’umore
Una delle cause principali che influisce sulla ludopatia è sicuramente legata ai disturbi dell’umore. Chi soffre di ansia o depressione, ma anche di problemi di personalità (vedi per esempio disturbo borderline della personalità), vive l’esperienza delle scommesse e del gioco come una via di fuga dalla realtà. Le scommesse diventano una distrazione, una percezione di felicità perché ci si allontana da tutto ciò che è reale e viene vissuto come una gabbia. In realtà di sfugge da un problema sociale con il rischio di viverne un altro.
Le persone impulsive
Gli esperti hanno anche riscontrato che un giocatore patologico tende ad avere un carattere anche piuttosto impulsivo. Si tratta di una caratteristica riscontrata nella maggior parte dei ludopatici, perché per loro è praticamente impossibile controllare l’impulso che guida la propria vita e le azioni che compie. Il mancato controllo cammina di pari passo con l’incapacità di gestire la propria sessione di gioco e quindi il proprio budget, arrivando così a perdere importanti quantità di denaro.
L’impulsività però ha un peso nettamente diverso tra uomini e donne: i primi sviluppano con più facilità una propensione al gioco patologico. Le donne invece riescono a gestire meglio la fase di stress che può essere legata alle scommesse.
Persone con un bisogno di stimoli forti
Uno dei profili a rischio riguarda anche quelle persone che cercano spesso forti emozioni positive e stimoli travolgenti. La persona infatti si trova a non vivere con lucidità il momento di una vincita e questo lo spinge subito a giocare di nuovo, aumentando le scommesse e prolungando il tempo di gioco.
Nella mente del giocatore patologico infatti il senso di gratificazione non esiste, perché è tutto oscurato dal bisogno di continuare a impegnarsi sull’azione di puntata. Ciò genera un forte senso di irritabilità e irrequietezza non solo davanti alle perdite ma anche davanti alle vincite, proprio perché non sono vissute come tali. E il fattore di rischio aumenta con l’aumentare dell’eccitazione per le puntate.
Fattori contributivi e ambientali
Il tipico atteggiamento asociale che mette d’accordo tutti i profili dei giocatori a rischio può essere legato anche a fattori esterni. Come è stato spiegato da diversi medici, esistono infatti dei fattori genetici e anche ambientali. Nello specifico si considerano fattori relazionali, sociali, professionali e familiari.
Il cervello di un gamer registra un’alterazione del rilascio di dopamina, che è un neurotrasmettitore che offre una sensazione positiva dopo una vincita. Ma la mente di un ludopatico presenta una grande quantità di dopamina, che aumenta quindi anche il raggiungimento del senso di gratificazione. Vivendo questa condizione, il giocatore continuerà a giocare finendo in una routine vera e propria.
Strategie di prevenzione e intervento
Per riuscire a contrastare questa piaga sociale sono state introdotte diverse iniziative, ma è bene continuare a diffondere il concetto di gioco responsabile attraverso programmi di prevenzione. Anche all’interno delle famiglie è opportuno affrontare argomenti considerati un tabù, soprattutto se consideriamo che molti minorenni si espongono spesso a rischi pericolosi.
Inoltre all’interno dei casinò e piattaforme di scommesse Italiane è possibile sfruttare una serie di strumenti utili proprio per prevenire il problema prima di chiedere aiuto ad associazioni specifiche. Pensiamo per esempio all’uso dell’autoesclusione dal gioco a distanza, oltre all’impostazione di limiti su depositi, vincite e perdite.
Conclusione
Come abbiamo visto la ludopatia è una problematica molto serio che deve essere trattata in modo attento e preciso. I giocatori a rischio, e le persone care che sono vicine a loro, devono imparare a capire i meccanismi psicologici per agire subito con programmi di prevenzione o richiesta di supporto per chi è ormai dipendente dal gioco.

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